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L’approccio Biomedico, fino ad ora utilizzato per la diagnosi e trattamento della lombalgia,  si è dimostrato fallimentare avendo portato ad un aumento della cronicità e dei costi della sanità.

Parte della situazione può essere giustificata dalla continua divulgazione di messaggi sbagliati e false credenze riguardo alla vulnerabilità della colonna; infatti diversi studi dimostrano come esse portino a più alti livelli di dolore, disabilità e giorni di assenza da lavoro.

False e cattive credenze sono comuni nelle persone con mal di schiena e possono essere rinforzate dai media ma anche dagli stessi professionisti sanitari i quali in primis dovrebbero avere la responsabilità di divulgare informazioni corrette.

In questo articolo andrò ad analizzare 5 falsi miti riguardanti la lombalgia.

1) La lombalgia è solitamente una patologia grave

Benchè il mal di schiena persistente sia una condizione stressante e disabilitante esso non rappresenta una condizione medica grave, la prognosi è positiva e con un giusto approccio i sintomi spesso migliorano spontaneamente.

Inoltre è assolutamente sbagliato pensare che essi debbano peggiorare con l’età, numerose ricerche scientifiche dimostrano il contrario ed un trattamento basato sulle evidenze può essere utile a qualsiasi età.

2) Sono necessari esami diagnostici come radiografia o risonanza magnetica

Quanti di voi dopo essersi recati dal medico con lombalgia si sono sentiti prescrivere una lastra o una risonanza magnetica?

Devi sapere che, tranne in rari casi dove sono sospette patologie più gravi, questi esami sono inutili e spesso dannosi perché possono evidenziare anomalie apparentemente spaventose; come ernie discali, degenerazioni o protrusioni, che in realtà non indicano quale sia la vera causa del problema e non predicono la quantità di dolore e disabilità, ma portano soltanto ad ulteriore preoccupazione e catastrofizzazione.

Basti pensare che uno studio del 2015, in cui sono stati presi in esame soggetti asintomatici e suddivisi in diverse fasce di età, ha dimostrato che ad esempio a 40 anni vi è la presenza di degenerazione discale nel 68% dei casi oppure di ernia nel 50% di essi, fino ad arrivare ad una percentuale rispettiva di 96% e di 84%  in persone di 80 anni.

Ricordo che stiamo parlando di soggetti sani!

Perciò è molto probabile che i ritrovamenti ottenuti dall’esame fatto fossero presenti anche prima dell’insorgere dei sintomi e di conseguenza abbia speso soldi e tempo per conoscere qualcosa di poco utile alla gestione del tuo problema.

3) La presenza di dolore nei movimenti o negli esercizi è sempre segnale di un danno alla colonna e indica di fermarsi

Quando il dolore persiste è comune che la colonna e i muscoli circostanti divengano sempre più sensibili al tocco ed al movimento. I sintomi che avverti durante i movimenti e le attività riflettono quanto sono sensibili le strutture ma non quanto siano danneggiate. Quindi è normale e sicuro sentire un po’ di dolore quando inizi a muoverti; diventando sempre più attivo con il tempo il dolore si ridurrà. 

Gli esercizi ed il movimento sono uno dei trattamenti più efficaci per combattere il mal di schiena. Ricordati che la schiena è una struttura molto forte ed è in grado di muoversi in tutte le direzioni e sorreggere dei carichi.

4) La lombalgia è causata da posture sbagliate o movimenti sbagliati nel sollevare i pesi 

Questa è forse la credenza più diffusa ed abusata. Fortunatamente anche in questo caso la scienza ci viene in soccorso, infatti è stato dimostrato come non esista una correlazione tra il modo in cui stiamo seduti o in piedi e la comparsa di lombalgia.

È invece salutare assumere una varietà di posture diverse e non rimanere fissi soltanto in una; così come non è il fatto di sollevare in un certo modo un peso, anche a schiena piegata, che causa mal di schiena, ma è più che altro l’essere o meno abituati a fare quel gesto.

Infatti sollevare pesi e caricare la schiena rendono la muscolatura più forte e sana, perciò attività come la corsa, il piegarsi in avanti ed il sollevamento pesi sono sicuri a patto che tu cominci in modo graduale e con regolarità.

5) Sono necessari ed efficaci trattamenti come forti farmaci, punture o chirurgia

L’utilizzo di forti farmaci come gli oppioidi, le iniezioni o la chirurgia non sono molto efficaci per combattere a lungo termine il mal di schiena persistente. Essi sono inoltre accompagnati da rischi ed effetti collaterali. Il miglior modo per trattare una lombalgia è quello di  educare il paziente ad avere un atteggiamento positivo e costruttivo riguardo al suo problema e lavorare su più aspetti: fisici, psicologici, sociali e sulla modifica dello stile di vita.

Bibliografia:

Brinjikji W, Luetmer P, Comstock B et al. Systematic Literature Review of Imaging Features of Spinal Degeneration in Asymptomatic Populations. American Journal of Neuroradiology. 2014;36(4):811-816. 

Darlow B, Forster B, O’Sullivan K, O’Sullivan P. It is time to stop causing harm with inappropriate imaging for low back pain. Br J Sports Med. 2016;51(5):414-415. 

O’Sullivan P, Caneiro J, O’Keeffe M et al. Cognitive Functional Therapy: An Integrated Behavioral Approach for the Targeted Management of Disabling Low Back Pain. Phys Ther. 2018;98(5):408-423. 

O’Sullivan P, Caneiro J, O’Sullivan K et al. Back to basics: 10 facts every person should know about back pain. Br J Sports Med. 2019:bjsports-2019-101611. 

Saraceni N, Kent P, Ng L, Campbell A, Straker L, O’Sullivan P. To Flex or Not to Flex? Is There a Relationship Between Lumbar Spine Flexion During Lifting and Low Back Pain? A Systematic Review With Meta-analysis. Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy. 2020;50(3):121-130. 

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